ROCCELLA JAZZ FESTIVAL 2014
ROCCELLA JAZZ FESTIVAL 2014
ROCCELLA JAZZ FESTIVAL 2014
MANIFESTO
 22 e 23 Agosto

RUMORI MEDITERRANEI
34^ edizione

Da lunedì al via la prima parte del cartellone

Sciolte le tensioni della vigilia, la 34° edizione di Rumori Mediterranei Jazz, entra nel vivo della sua prima parte da lunedì sera, confidando un recupero quasi totale del cartellone annunciato (e pronto dalla primavera), entro la metà di dicembre dopo che nella sua significativa storia (seconda in Italia solo ad Umbria Jazz per numero di edizioni), Roccella Jazz ha ospitato giganti del calibro di Ornette Coleman, Cecil Taylor, Steve Lacy, George Russell, Roscoe Mitchell, Egberto Gismonti, Michel Petrucciani, Wayne Shorter, Bill Frisell, Chick Corea, Enrico Rava, Michael Brecker, Jan Garbarek, Paolo Fresu e tanti altri, con un feedback sempre ottimale da importanti media nazionali e critici americani, oltre alla crescente partecipazione di un pubblico sempre entusiasta e numeroso. Lunedì sera, 18 agosto, a Martone (ore 21,30 in Piazza Matteotti), il festival incontra un trio di ottimi musicisti calabresi il cui leader accreditato è il chitarrista Bruno Marrazzo, alla testa di un trio completato da Vittorino Naso (batteria) e Quintino Medaglia (contrabbasso) fra standard e composizioni originali.



Mercoledi 20 ci si sposterà invece a Marina di Gioiosa per incontrare l’interessante Provisional Emigré Orchestra, che ha già riscontrato l’interesse dei media nazionali, in un progetto del sassofonista di stanza a Parigi, ma fiere origini calabresi, Raul Colosimo, che presenterà in anteprima il suo nuovo progetto “OpeRA Dentro è fuori”: sembra il tassello giusto per la sua definitiva consacrazione internazionale. Ospite della serata anche Francesco Loccisano (chitarra battente).



Per gli ultimi due giorni invece le luci saranno accese nella tradizionale ed insuperabile cornice del Teatro al Castello, con l’anteprima europea rappresentata dal trio guidato dalla carismatica cantante argentina Sofia Rei (ore 21,00), che prosegue la collaborazione fra l’importante festival calabrese e John Zorn, campione dell’avanguardia più estrema e sperimentale, che di certo in un futuro non lontano non è azzardato pronosticare fra i concerti che saranno ospitati in quel di Roccella. Proprio al sassofonista che fa categoria a sé è dedicato il progetto della Rei, intitolato proditoriamente “Besos de Sangre”. La Rei è entrata di prepotenza nel circuito newyorkese che l’ha premiata per la sua estrema versatilità: la Rei si è difatti esibita presso la prestigiosa Carnegie Hall. A Seguire (22,30), il progetto dedicato ad Elvin Jones, perno del quartetto storico di John Coltrane da parte di Chico Freeman, autorevole esponente dell’AACM di Chicago, in una delle sue rare esibizioni in Italia, in cui è da seguire anche il formidabile pianista Antonio Faraò, il cui estro virtuosistico teme ben pochi confronti.



Sabato 23 anteprima pomeridiana con il robusto trio del chitarrista Mauro Ciccozzi, (ex-convento dei minimi, ore 18,30), prima di incontrare il quartetto Iber Jazz (ore 21.00), formato dal sassofonista spagnolo Josè Gutierrez che si è rapidamente imposto come uno dei gruppi più interessanti della nuova scena europea. Gran finale (ore 22.30), con la mitica “Arkestra” dedicata al leggendario pianista e compositore Sun Ra. Orfana del fondatore (scomparso nel 1993), l’Arkestra ha continuato a diffonderne il messaggio musicale fatto di ingredienti esoterici, sonorità mistiche, sperimentazioni linguistiche che danno vita a una fascinosa e policroma sovrapposizione di free e bop in salsa hippy. Nell’odierna Arkestra militano ancora alcuni storici collaboratori di Sun Ra, a partire dal suo ‘braccio destro’ Marshall Allen, sassofonista che, sulla soglia dei novant’anni, incarna alla perfezione i ‘misteri’ orchestrali di Sun Ra. Saranno dei grandi concerti, firmati dalla direzione artistica di cui fanno parte Vincenzo Staiano e Paola Pinchera.


COMUNICATO
 STAMPA DEL 10 Agosto
ROCCELLA INTERNATIONAL JAZZ FESTIVAL
A causa dell’inaspettato slittamento da fine luglio ai primi di settembre del contributo ministeriale, il Festival Jazz di Roccella è stato rinviato alla seconda metà di dicembre. La decisione non era evitabile stante la pressoché totale dipendenza della nostra manifestazione dai contributi pubblici.
Più volte abbiamo denunciato negli anni passati l’assenza, assolutamente immotivata, di qualsiasi sponsor di rilievo, sia pubblico che privato, da una manifestazione di prestigio e notorietà internazionali come il nostro Festival.
A questa circostanza fortemente sfavorevole, se non addirittura proibitiva, comune peraltro a molte importanti iniziative culturali della Calabria e di altre regioni meridionali, occorre aggiungere le lungaggini, la farraginosità e talvolta il puro nonsenso delle procedure burocratiche a livello regionale e nazionale. Procedure capaci di creare ostacoli insormontabili e perfino di uccidere progetti e realtà culturali che andrebbero invece incoraggiati e sostenuti.
Facciamo appello a tutti coloro che, in Calabria ed in Italia, considerano Roccella Jazz come una componente significativa della vita culturale della nostra regione e dell’intero Paese affinché diano il loro appoggio al perseguimento di due obiettivi irrinunciabili.
Il primo: la fine dell’aperta discriminazione che viene operata, per quanto riguarda le sponsorizzazioni da parte delle imprese pubbliche e private, nei confronti non solo di “Rumori Mediterranei” ma di altre importanti manifestazioni che si svolgono a sud di Roma.
Di questo fatto, che costituisce un aspetto sconosciuto e non del tutto marginale della sempiterna Questione Meridionale, potremmo dare non pochi esempi e se necessario lo faremo, citando nomi e cognomi. Non è più tollerabile infatti che imprese finanziate col denaro di tutti i cittadini italiani concentrino la loro munificenza su determinate aree del Paese, escludendone le altre; o che imprese private che si reggono in misura significativa sul mercato calabrese e meridionale non sentano il dovere di dare un po’ di attenzione al contesto sociale che le circonda e le alimenta.
Il secondo obiettivo da prefiggersi è l’affermazione, anche nel campo della cultura, del principio secondo il quale sono le regole e le procedure a dover essere finalizzate agli scopi che si vogliono raggiungere, e non questi a quelle. Si tratta di un problema che come è noto riguarda tutta la vita e l’economia nazionale, anzi ne costituisce la più pesante macina al collo. Dobbiamo batterci affinché ci si incammini, anche sul terreno che tutti a parole considerano di importanza primaria e cioè quello della cultura, sulla strada della sua soluzione.
Su questi temi sarà organizzata a Roccella nei prossimi giorni una conferenza stampa aperta anche al pubblico interessato.

Il Sindaco del Comune di Roccella J.
Giuseppe Certomà
Il presidente dell’Associazione Culturale Jonica
Sisinio Zito

 
_______________________________________
5 x 1000 all’Associazione Culturale Jonica



SOSTENETE IL FESTIVAL JAZZ DI ROCCELLA
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Codice fiscale 81004230801
Intestato a: 
ASSOCIAZIONE CULTURALE JONICA

Fatelo: ve ne saremo grati.
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DAVE HOLLAND solo performance
DAVE HOLLAND solo performance
Venerdì 22 agosto, a Roccella Jazz Festival 2014, sarà presente anche DAVE HOLLAND, figura titanica del jazz di tutti i tempi (una delle principali attrazioni del cartellone annunciato in primavera). Al contrabbassista inglese il compito di introdurre, alle ore 21, la serata presso il Teatro al Castello, già nobilitata dalla presenza di Sofia Rei e Chico Freeman, con una breve esibizione in solo che ha tutto il sapore di una decisa testimonianza a favore dell’onestà, la trasparenza e la passione che hanno sempre contraddistinto Rumori Mediterranei.

Straordinario contrabbassista e compositore, HOLLAND ha attraversato la storia del jazz degli ultimi quarant’anni collaborando con Miles Davis, Chick Corea, Anthony Braxton e Barry Altschul, Stan Getz. Ha lavorando brevemente persino con Thelonious Monk, prima di iniziare un duraturo rapporto professionale con Sam Rivers. Uno dei suoi ensamble storici è il gruppo Gateway, assieme al chitarrista John Abercrombie e al batterista Jack DeJohnette. Americano d’adozione sin da quando Miles Davis lo volle nella sua band elettrica all’inizio degli anni settanta, per le mitiche sessions di Bitches Brew, Dave Holland è nato a Wolverhampton, in Inghilterra. Fa parte di una sparuta generazione di contrabbassisti capaci di sviluppare le innovazioni di colleghi appena più giovani come Scott LaFaro, Gary Peacock e Barre Philips, riuscendo a portare il ruolo di quell’apparentemente ingombrante strumento, sino ad un nuovo livello di creatività. Holland ha contribuito a ridefinire ed estendere le possibilità melodiche del contrabbasso, facendo tesoro del grande insegnamento di Charlie Mingus. Straordinario anche nelle sue rare esibizioni in solo, Holland torna a Roccella Jazz con tutti gli onori suggeriti dal suo immarcabile talento.


LETTERE DI NOA E FRANCO FAYENZ

Cari amici di Roccella,
ho saputo da Pompeo Benincasa delle difficoltà che sta incontrando il vostro festival. Come sapete sono stata a Roccella più volte. L’ultima, l’anno passato, insieme a Mira Awad, nell’ambito della edizione che avete voluto appropriatamente intitolare “Shalom”, ossia “Pace”. La prima volta fu nel lontano 1994, uno dei miei primi concerti in Italia in duo con Gil Dor e nello stesso tempo una serata indimenticabile.
Conosco dunque bene il vostro festival e ciò che rappresenta non solo per l’Italia ma per i musicisti e cantanti di tutto il mondo. Vi auguro perciò di poter risolvere i problemi che avete davanti e di riprendere rapidamente il vostro cammino. A me auguro di poter essere ancora una volta ospite del vostro festival e della bella Roccella.

Noa

Caro Siso,
come sai sono innamorato del Festival e di Roccella, che frequento praticamente dagli inizi della vostra straordinaria avventura. Che cosa penso dell’una e dell’altra l’ho detto e scritto diverse volte. Ripeto qui soltanto che chiunque viene a Roccella, semplice spettatore, musicista o giornalista musicale impara sempre qualcosa, perché certe cose succedono solo a Roccella.
La notizia del rinvio a fine anno della gran parte dei concerti per le note difficoltà che vi assillano da anni mi ha turbato perché temo possa compromettere il futuro del Festival. Ciò rappresenterebbe una gravissima perdita non solo per la Calabria ma per tutto il mondo del jazz e della musica in generale. Per testimoniarvi la mia vicinanza verrò anche questa volta a Roccella, sia pure per le due giornate che state organizzando. Naturalmente tornerò a dicembre per il resto dei concerti.
Con cari saluti
Franco Fayenz








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